I minori in carcere, come vivono?

A dircelo, il terzo rapporto di Antigone sugli Istituti Penali per Minori.

Nel rapporto, al di là dei dati sulla detenzione e sulle cifre dei detenuti negli IPM italiani, che sono espressi in maniera dettagliata anche nell’analisi statistica sui minori autori di reato in carico ai Servizi della Giustizia Minorile riferita all’anno 2015, balza agli occhi il sistema della qualità della vita e dell’istruzione. Per quel che riguarda la qualità scolastica, si parla di tanti corsi curriculari, che comprendono anche l’alfabetizzazione per stranieri e moduli di scuole secondarie, oltre ad attività extracurriculari (fotografia, teatro, sport) ma di carenza di insegnanti e di insegnanti di sostegno (escludendo i docenti che lavorano su base volontaria). Altro dato che influisce sul successo delle attività formative (di 1.066 iscritti ai corsi, solo 201 hanno raggiunto i crediti formativi), gli spazi limitati.

Anche per quel che riguarda invece la formazione professionale, gli IPM offrono una grande varietà di corsi di formazione e di avviamento al lavoro, stages e tirocini all’interno e all’esterno, tuttavia Antigone propone, alla luce del Rapporto, “ l’apertura del sistema di giustizia minorile a un numero maggiore di attività esterne; la garanzia dell’accesso a Internet in ogni istituto; il miglioramento delle strutture, che significa: meno sbarre, più finestre aperte”, perché i giovanissimi detenuti possano avere concretamente un’occasione di rinascita e di vita sociale lontana dal crimine.